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JACQUEMUS: L’ANNèE 97

La sfilata Jacquemus FW 20/21

Nella settimana della moda parigina è andata in scena la sfilata Jacquemus che celebra i dieci anni di vita del brand. “L’année 1997” è il titolo della collezione fall-winter 2020-2021 e tutta la sfilata ha manifestato questa ispirazione agli anni ’90 nella modalità più elegante. Una sfilata co-end che ha riunito donna e uomo in un unico evento.

Ospite d’onore dell’evento è stata Laetitia Casta, assente dalle passerelle da dieci anni, la cui carriera era all’apice del successo nell’anno 1997, oltre a Gigi e Bella Hadid, Doutzen Kroes, Vittoria Ceretti, Mica Arganaz, Joan Smalls e Adut Akech per la donna e Jarrod Scott, Parker van Noord, Cyrrus Amini e il pugile Alexis Chaparro per l’uomo. Laetitia Casta rappresenta da sempre per lo stilista Simon Porte Jacquemus una musa ispiratrice e l’outfit da lei indossato sintetizza lo stile chiave della collezione.

I must have Jacquemus dell’autunno inverno 2020-2021

Linee pulite, minimali, mini cardigan e gonne midi, e tanto lino, anche in inverno, con un occhio di riguardo all’ecosostenibilità.

Una sensualità pura e semplice, essenziale e dai toni neutri. Gonne aderenti che mettono in risalto le curve del corpo e abiti camicia con drappeggi, capi come il bra-top e scarpe con tacco scultura da abbinare a calzini lunghi a coste color gesso.

La celeberrima Chiquito bag è stata declinata in versione micro e macro, per la prima volta anche l’uomo la sfoggia come inno al superfluo a vantaggio dello stile. Tra gli altri accessori presenti in passerella ricordiamo una grande tote in pelle effetto velluto, un marsupio squadrato da indossare sulle spalle, un porta-borraccia indossato dall’uomo e i braccialetti con i simboli della maison Jaquemus. Ogni dettaglio è un riferimento agli albori della carriera di Simon e alla sua delineazione dello stile che caratterizza il brand da oltre dieci anni.

Un salto nel passato

Piccola curiosità, la primissima creazione dello stilista risale proprio all’anno 1997, una gonna realizzata per la madre in lino, tagliata da una tenda ed arricchita da un dettaglio in pizzo verde. Un capo semplicissimo ma senza tempo, che la madre ha indossato spesso e che ne esaltava l’essenziale eleganza.

Oggi questo ricordo ha creato la base per un’evoluzione di stile più minimal che mantiene comunque l’irriverenza tipica del genio creativo dello stilista a colpi di colori vivaci su una palette delle nuances neutre ed eterne. 

Capi classici come Il trench o il parka si accostano a pantaloni e pantaloncini realizzati con fibre sostenibili, alcuni di essi propongono la finta patta aperta con pantaloncini a vista. I gilet tornano a coprire le maglie e le salopette si indossa abbassata come se fosse un pantalone abbinata alla camicia over.

Questa rivisitazione degli anni Novanta con un processo di evoluzione stilistica è alla base di una creatività prolifera, che trae ed offre ispirazione, che crea capi indossabili ed originali e che si caratterizza sulla semplicità minimalista del decennio di riferimento.

Si apre ufficialmente un nuovo capitolo per il brand Jacquemus, non una continuazione sperimentale alla quale siamo abituati ad assistere ma un nuovo inizio per il marchio guidato dall’enfant prodige Simon.

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